'Finito' ed 'Infinito'
La vera gioia deriva dalla possibilità di unire gli opposti, una dimensione dove 'finito ' ed 'infinito' possono coesistere, la rivelazione del Divino nel mondo e nella nostra vita di tutti i giorni. È questo il compito che ci aspetta, e la gioia che lo accompagna viene a dirci che siamo sul giusto cammino.
La parashà Pekudè, inizia con il resoconto delle offerte che furono portate per il Tabernacolo (Mishkàn) nel deserto, e allude chiaramente ai due Sacri Templi, che sarebbero stati 'portati via', temporaneamente (Mashkòn, Pikadòn – 'pegno'), fino all'arrivo di Moshiach. Il termine 'pakàd' ha due significati opposti: visitare, essere presente e mancare, essere assente. Questi due opposti contengono l'essenza della Torà, ed il significato interiore della realtà. Come in natura, prime di crescere, un seme deve decomporsi, così, prima della sapienza, ci deve essere un'ammissione di ignoranza (e più vi è sapienza più cresce la consapevolezza della propria ignoranza); prima di una vera gioia e appagamento, vi deve essere un cuore vuoto o un cuore spezzato (e la gioia porta ancora di più alla possibilità di creare questo vuoto ed al conseguente sforzo verso una meta più elevata).
Anche la Torà è allo stesso tempo 'finita' ed 'infinita'. La Torà è, apparentemente, un libro 'finito', materiale, limitato: lettere d'inchiostro scritte su carta, piene di leggi dettagliate e di proibizioni. D'altro canto, essa è, di fatto, la volontà Divina stessa, l'Infinto', la rivelazione di D-O Stesso. La Torà è l'unica vera via che porta alla crescita, alla sapienza ed alla vera gioia, poichè essa è insieme 'finita' ed 'infinita'. Il Talmùd ci insegna che la Torà che era posta nel Santo dei Santi ed il suo contenitore, nonostante fossero fatti di normale materia e avessero una misura precisa, di fatto, non occupavano alcuno spazio. Allo stesso modo, la Torà ci insegna e ci permette di essere e di non essere, allo stesso tempo. Questo è il segreto dell'Ebraismo ed il segreto della vita. Ognuno di noi deve cercare di essere al suo meglio e di utilizzare a pieno ogni suo potenziale e, allo stesso tempo, sentire di essere un 'nulla'. Noi dobbiamo combattere battaglie, esercitare sforzi tremendi e, dopo aver vinto, sentire che tutto appartiene a D-O.
Quest'attitudine è necessaria soprattutto nel precetto, che ci comanda di amare il prossimo come se stessi. Noi dobbiamo, da un lato, negare completamente tutte le nostre sensazioni e non dare alcun peso alle mancanze altrui, ed allo stesso tempo, noi dobbiamo risvegliare i nostri sentimenti ed il nostro amore verso l'altro, nel modo in cui questo vorrebbe essere amato. Questo è ciò che ogni Ebreo provava, tre volte all'anno, quando egli si recava al Tempio, in ognuno dei giorni festivi. Egli provava una particolare gioia (vesamachta bechaghècha – e ti rallegrerai nelle tue feste), che gli derivava dalla percezione di questi due opposti: il mondo non è un'entità dotata di esistenza indipendente (D-O, infatti, lo ricrea di nuovo, ad ogni istante) e, allo stesso tempo, ogni cosa creata e, soprattutto, ogni Ebreo è di primaria importanza. Questo è il punto centrale della parashà.
Se vogliamo fare di noi stessi un Sacro Tempio, un luogo in cui la Presenza Divina possa risiedere e rivelarsi, la via è una sola: Pekudè. Dobbiamo, cioè, abbandonarci completamente al Creatore, annullando noi stessi, e, allo stesso tempo, usare tutte le nostre risorse e qualità personali per servirLo. D-O ci mostrerà, allora, che i Templi non sono stati veramente distrutti, e che gli Ebrei sono una nazione Divina. In realtà, infatti, i Templi sono stati presi solamente in pegno da D-O, e verranno restituiti, al momento della rivelazione di Moshiach, insieme alla rivelazione della vera identità Ebraica. Noi vediamo già l'inizio di questo processo oggi e, come il Rebbe ha detto anni fa, noi dobbiamo solo aprire i nostri occhi e vedere, aprire i nostri cuori e desiderare l'arrivo immediato di Moshiach, adesso!
| ::Noi dobbiamo vivere con Moshiach |
| ::98 benedizioni camuffate |
| ::Re e leader |
| ::Elùl e la teshuvà |
| ::Devarìm, un Libro particolare |
| ::D-O è tutto |
| ::Costruiamo il Tempio! |
| ::Il mese di Tamùz |
| ::Il lavoro dell'Ebreo |
| ::Ricorda cosa ti fece Amalèk |
| ::I segreti del Tempio. Parte quarta |
| ::I segreti del Tempio. Parte terza |
| ::I segreti del Tempio. Parte seconda |
| ::I segreti del Tempio. Prima parte |
| ::La forza di santificare il mondo |
| ::Senza infrangere le leggi della natura |
| ::Cosa si impara dai miracoli |
| ::Come ricevere la rivelazione Divina |
| ::Si può sempre ritornare |
| ::L'essenza dello scopo della Creazione |
| ::Trasformare l''acqua' in 'sangue' |
| ::Il nome di D-O col quale noi veniamo redenti |
| ::Non solo ricordare, ma anche agire |
| ::"Viva il Re per sempre!" |
| ::D-O appare ad ogni Ebreo |
| ::La forza della teshuvà |
| ::La guerra dell'Ebreo |
| ::Vedere la verità interiore |
| ::Una duplice consolazione |
| ::Superare la possibilità di sbagliare |
| ::Tutto il popolo è consacrato |
| ::Come si arriva al bene perfetto |
| ::Un'autentica elevazione |
| ::Costruiamo il Santuario |
| ::Il "Pastore di Fede" |
| ::La zedakà equivale a tutti i precetti |
| ::Un asino particolare |
| ::Il paradosso dell'esilio |
| ::Il Tempio e le sue leggi. Parte quarta |
| ::Il Tempio e le sue leggi. Parte terza |
| ::Il Tempio e le sue leggi. Parte seconda |
| ::Il Tempio e le sue leggi. Prima parte |
| ::Le difficoltà rafforzano |
| ::Tre tipi di collegamento |
| ::Oltre i limiti |
| ::Il segreto del numero 'otto'
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| ::La gioia del mese di Adàr |
| ::'Finito' ed 'Infinito' |
| ::Pubblicizzare i miracoli |
| ::Shemòt |
| ::Dobbiamo sapere, che noi siamo nella Gheulà! |
| ::La grandezza di Yosèf |
| ::Barzèl: ferro per distruggere o ferro per costruire? |
| ::Vita, morte e realtà |
| ::La vera forza |
| ::La luna ed il popolo Ebraico |
| ::Quando la testa ed i piedi stanno allo stesso livello |
| ::Il dono di Yacov Avìnu |
| ::Si può cambiare Essàv? |
| ::Ogni Ebreo è uno "shalìach" |
| ::Le benedizioni di Izchak |
| ::Dal possesso di un uomo comune a quello di un re
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| ::L'Ebraismo inizia nei miracoli |
| ::I "figli" che Sara allattò |
| ::"Una Torà nuova uscirà da Me" |
| ::Lech Lechà |
| ::Le acque di Noè |
| ::Affrettare la Gheulà |
| ::Shabàt Bereshìt |
| ::Quando uscirai in guerra |
| ::HaMelech ba sadè ('il Re nel campo') |
| ::Il tesoro nascosto del mese di Elùl |
| ::Elùl si avvicina |
| ::L'esilio si sviluppa dall'importanza che si dà al mondo |
| ::La Manna: una lezione preziosa! |
| ::Il Tempio e le sue leggi. Parte quinta ed ultima |
| ::La consolazione della Redenzione |
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| ::Shabàt Chazòn |
| ::Il Terzo Tempio |
| ::Le 'Tre Settimane' |
| ::il 17 di Tamùz, un giorno di gioia! |
| ::Anche quando si china, il leone è sempre un leone |
| ::Quando la morte si trasforma in vita
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| ::Tamùz, dagli opposti emerge l'unità |
| ::"L'America non è differente". |
| ::L'unione nella divisione |
| ::"Behaalotechà", sette libri nella Torà. |
| ::La Torà e la sapienza |
| ::Matàn Torà: il 'riposo' e la Gheulà |
| ::Il particolare si collega al generale |
| ::L'Ebreo semina ed ha fede |
| ::"Bechukkotài", come lettere scolpite. |
| ::Il potere del nostro servizio nell'esilio |
| ::Emòr |
| ::Liberiamo il mondo dalla galùt |
| ::La "Seudàt Moshiach" |
| ::Io sono HaShem, Colui che ti guarisce"" |
| ::"Lechem Oni" |
| ::Nissàn, il mese dei miracoli |
| ::Tenersi pronti. |
| ::Ki Tissà |
| ::Mezzo Shèkel per vincere l'idolatria! Come è possibile? |
| ::Tezavvè; la forza di Moshè Rabèinu è la nostra forza! |
| ::Ogni Ebreo è "oro". |
| ::I Dieci Comandamenti |
| ::Adàr, un mese speciale! Il 7 di Adàr, un giorno speciale! |
| ::Quattro atteggiamenti, di fronte alla volontà di D-O |
| ::La via per la libertà |
| ::Bo - Vieni dal Faraone |
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